Nell’antica Roma quando un generale rientrava in città, vittorioso dopo una battaglia, la gente per le strade lo osannava, regalandogli il giusto tributo da eroe.

Con tutta questa acclamazione c’era il rischio che il generale si lasciasse andare ad atti di superbia, per questo motivo un schiavo durante la parata, a ritmi regolari, gli ripeteva:
“Te hominem esse memento” tradotto: “ricordati di essere un uomo”.
Che sei una persona normale, che anche tu puoi morire, non sei invincibile, questo era il concetto.

Anche perché sappiamo che la Superbia è il peggiore dei 7 vizi capitali, il superbo tende a comportarsi in maniera malvagia, perché ritiene di essere migliore degli altri. Già nel II secolo D.C., i romani avevano compreso che era importante restare con i piedi per terra. Umili.

Ritorna attuale nei giorni nostri questo concetto di umiltà, di riconoscere ciò che siamo e non siamo capaci di fare, di avvalerci senza vergogna di professionisti che ci affiancano nella nostra attività, di non vergognarci se non siamo capaci o non riusciamo a fare qualcosa.

Spesso pensiamo di essere infallibili, i manager e gli imprenditori fanno ancora una grande fatica a delegare mansioni importanti ai propri collaboratori, eseguono loro caricandosi di ore e ore di lavoro inutili, vige la regola: chi fa da sé fa per tre. Quante ore sei produttivo in una giornata? Infinite, se hai una squadra che lavora per te, se hai delle persone che debitamente motivate condividono un unico obiettivo, perché la leadership è uno sport di squadra. Non c’è leader senza squadra!

“Ricordati di essere un uomo”, una volta ottenuto i tuoi obiettivi, ricordati di sostenere le altre persone, ricordati la fatica che hai fatto per arrivare fino lì, arricchisci la tua esistenza aiutando chi ha più bisogno, bisogno semplicemente di un GRAZIE, un semplice gesto di riconoscimento. Ecco, questo è quello di cui abbiamo bisogno più che mai, di riconoscimento, di essere considerati come persone. Immagina di entrare in un bar per degustare finalmente un buon caffè dopo una giornata impegnativa al lavoro. Entri e vedi la barista al di là del bancone, vi incrociate con gli occhi, ti osserva entrare, solamente che lei, indifferente continua a conversare con la sua amica facendoti attendere in piedi così, come un pesce lesso. Come ti senti?

Quando incroci un tuo collaboratore, un tuo amico, tieni presente questo stato d’animo di indifferenza, ricordati di considerare tutte le persone che lavorano per te e che fanno qualcosa per te.

Ricordati di essere umano”, ricordati che ci sarà sempre qualcosa che non riuscirai a fare, qualcosa che semplicemente non ti piace fare, qualcosa che momentaneamente non è alla tua portata, hai anche tu dei punti deboli, non sei invincibile :-).

Arrigo Sacchi ad esempio, allenatore con un curriculum di tutto rispetto (ha portato la sua squadra a vincere tutti i titoli nazionali e internazionali, nel 1994 è stato Commissario Tecnico della Nazionale italiana vice campione del mondo ai mondiali di calcio. Arrivato al suo primo incarico come allenatore di Serie A con uno scarno curriculum e senza essere mai stato un giocatore, rivoluziona metodi di allenamento e strategie di partita, collezionando un successo dietro l’altro. Nel settembre 2007 il Times lo ha nominato “Miglior allenatore italiano di tutti i tempi” e 11o in assoluto a livello mondiale. Nel 2011 è entrato a far parte della Hall of Fame del calcio italiano. La FIGC gli ha conferito il premio “Seminatore d’oro”. L’Università di Urbino ha conferito a Sacchi la laurea honoris causa in Scienze e Tecniche dell’Attività Sportiva. Nel 2012 è stato insignito dell’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana) ha serenamente ammesso che il suo staff era di prim’ordine e che si avvaleva anche di uno psicologo per migliore l’interazione e la motivazione con i giocatori. I risultati parlano chiaro, questo è avere umiltà e capacità di mettersi in gioco.

Un altro esempio, Carlo Ancelotti. Ha vinto in ogni squadra che ha allenato in diversi stati europei (Francia, Spagna, Inghilterra, Italia), condivide con Bob Paisley il record di tre Champions League vinte, anche lui si avvale di professionisti di altissimo livello curando tutto nei minimi particolari.
Nel suo ultimo libro enfatizza come bisogna dare credibilità ai propri collaboratori, senza trattarli con sufficienza, facendo si che tutti comprendano che sono lì per raggiungere le vittorie.

Ricordati di essere umano:

  • Sii consapevole dei ciò che riesci a fare e ciò che non riesci a fare
  • Considera sempre le persone, parola d’ordine: GRAZIE!
  • Circondati di persone competenti e capaci
  • Non sentirti invincibile, sei un uomo, succede a tutti di sbagliare
  • Allontana la superbia e fai posto alla gratitudine

Simone
P.s.: Perché questa similitudine sport/azienda?
Thomas J. Watson, fondatore dell’IBM, dichiarò: “Gli affari sono un gioco, il più grande gioco del mondo, se sai come giocare”. Clive Woodward, l’unico allenatore che è riuscito a vincere i mondiali di rugby con l’Inghilterra, dice:
”tra la guida di un’azienda di successo e quella di una squadra sportiva il parallelismo è totale, le abilità richieste sono le stesse”!

L’immagine in evidenza è una scultura che si trova nel museo di Palestrina (Roma) e ritrae l’imperatore Traiano in trionfo. Traiano è considerato, in virtù del suo operato e delle sue grandi capacità come comandante, amministratore e politico, come uno degli statisti più completi e parsimoniosi della storia, è uno dei migliori imperatori romani!

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