Qualche tempo fa, sono stato intervistato da un giornale locale (Il Gazzettino). Il giornalista mi chiedeva di fare un’ analisi sulla situazione del Pordenone, che attualmente occupa l’ultimo posto in classifica del girone A di lega Pro.

Premetto, che per fare un diagnosi precisa, bisogna almeno visitare il malato, ed io il “malato” non l’avevo ancora visitato. Ho solamente analizzato i dati (i minuti in cui hanno subito i gol e i minuti in cui li hanno realizzati) e visionato qualche immagine televisiva.

Ciò nonostante ho dato un mio punto di vista generale. Non esiste solo un aspetto incriminato, ovviamente, se si è ultimi in classifica probabilmente le cause sono più di una. Ho constatato comunque che un’aspetto migliorabile era la mancanza di obiettivi condivisi, il senso di appartenenza e il senso di squadra. Tesi confermata dalla dirigenza e dallo staff tecnico, con il quale successivamente mi sono confrontato.

Il fare squadra, creare un gruppo omogeneo con obiettivi condivisi è arduo, me ne rendo conto, ecco perché bisogna lavorarci bene fin dalla preparazione estiva.

L’affiatamento della squadra è un primo passo imprescindibile da compiere, sia nello sport che nel lavoro. Un esempio? Nel 44% dei disastri aerei i due piloti non hanno mai volato insieme e non sono affiatati. A questo punto scatta l’errore, e non si tratta di un singolo errore. L’incidente classico comporta sette errori umani consecutivi. Gli errori che fanno schiantare gli aerei avvengono invariabilmente al livello di comunicazione e del lavoro di squadra. Ecco perché molte compagnie aeree organizzano momenti formativi per fare squadra e migliorare la comunicazione.

Fortunatamente in questo caso, non stiamo parlando di vite umane, ma semplicemente di sport. Questo ci fa capire come le problematiche siano piuttosto simile e come lo sport si accomuna al business e viceversa.

Bisogna dedicare dei momenti per allenare la comunicazione e il senso di squadra, punto!
Ahimè ancora pochi lo fanno e continuano a sottovalutare il problema facendo poco o nulla per migliorare. Creare un obiettivo condiviso e accattivante per la squadra è fondamentale, ma molti allenatori e/o dirigenti utilizzano metodi assai lontani dall’essere efficaci.

Possiamo essere dei Mister bravissimi nella preparazione fisica, o grandi tattici, ma se non siamo in grado di comunicare in maniera efficace, non creiamo un clima pro attivo, non facciamo sentire tutti parti integranti di un progetto, i risultati saranno decisamente sotto le nostre aspettative.

Tu, come comunichi? Riesci a coinvolgere i tuoi giocatori nel tuo progetto? Hai condiviso un obiettivo dove tutti si sentono parte integrante?
Se non l’hai ancora fatto, fallo! Vedrai come anche la tua classifica ti ringrazierà!

Simone

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Una giornata con i miei genitori
La metafora della mano